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Vino rosato: 6 falsi miti da sfatare

21 Ottobre 2021

Del vino rosato tanto si è detto, tanto si è scritto: oggi vogliamo concentrarci su alcuni falsi miti. Eccone sei tutti da sfatare. 

Trattato sempre come vino “di serie b”, di bassa qualità, il vino rosato negli anni si è guadagnato un posto speciale nel cuore dei winelovers. La sua reputazione, infatti, va via via crescendo anche se attorno a questa tipologia di vino aleggiano ancora falsi miti. 

Ecco i sei più comuni, che non corrispondo in nessun modo alla realtà dei fatti. 

1. Deriva da una miscela di bianco e rosso

Una delle prime false credenze riguarda l’idea che il rosato sia ottenuto dalla mescolanza di vini rossi e vini bianchi. Questo è uno dei motivi che lo ha relegato negli angoli reconditi delle cantine del mondo. 

Il vino rosato, infatti, si ottiene dalla vinificazione in bianco delle sole uve rosse oppure di uve a bacca rossa e bianca. Secondo questa tecnica, il tempo di macerazione, ovvero il tempo in cui mosto e vinacce sono messe in contatto, è molto breve, inferiore rispetto a quello della vinificazione in rosso. In questo modo, le vinacce cedono solo una parte delle loro sostanze coloranti e il vino rosato assume il suo caratteristico colore.

2. Il vino rosato è un vino femminile

Niente di più pregiudizievole e sessista! Non esistono certo vini di genere e il colore è una scusa molto superficiale. Il rosato può piacere come non può piacere, tutto dipende dai gusti personali. 

3. Un vino inferiore  

Ovviamente, il rosato non è un vino inferiore. E, poi, cosa potrebbe stabilire che un vino possa essere inferiore rispetto a un altro? Il prezzo? In realtà, non sempre un vino costoso è un buon vino. E poi esistono dei rosati con prezzi da capogiro. Allora, il gusto o il sapore? Anche qui non entrano in gioco i sapori per cui può essere del tutto soggettivo. 

E, dunque, l’unica realtà è che non esiste una tipologia di vino migliore dell’altro, esistono varie tipologie il cui valore, molto spesso, è frutto di una valutazione soggettiva del consumer. 

4. Il vino rosato si abbina solo al pesce e all’aperitivo

Questa considerazione è estremamente riduttiva. Certo, alcuni rosati sono indicati in abbinamento a portate di pesce o all’aperitivo, ma non tutti. Infatti, non bisogna dimenticare che la categoria dei rosati è ampia ed esistono bottiglie con proprietà diverse e per questo abbinabili a piatti differenti.

Dunque, è la singola bottiglia con le sue peculiarità a suggerire qualche abbinamento sia quello perfetto tanto che alcuni rosati si accompagnano perfettamente anche a minestre, primi piatti, fritture, carni bianche e molto altro … senza dimenticare la pizza. Per testare ciò che diciamo ti consigliamo il nostro Rosato Bio acquistabile cliccando qui

5. il vino rosato è un vino estivo che va servito freddo

Anche in questo caso: non esistono vini adatti a singole stagioni e soprattutto esistono singole bottiglie le cui caratteristiche suggeriscono anche la temperatura di servizio e l’abbinamento con i piatti. Ad esempio, i vini rosati più aromatici possono essere serviti tra i 10° e i 12° gradi, quelli più corposi fino ai 14° gradi circa. Questo, però, non significa che un rosato non possa essere bevuto anche in pieno inverno! 

6. Non esistono rosati italiani di buona qualità

Un’altra falsissima credenza circa il rosato è che non ne esistono bottiglie buone in Italia. Niente di più errato perché la ricchezza e la qualità del nostro patrimonio vitivinicolo è indiscutibile. Vero è che alcuni Paesi sono maggiormente aperti ai rosati, ma anche in Italia viaggiamo su questa direttrice tanto che la nostra produzione di rosati ha raggiunto livelli qualitativi molto alti. 

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